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Benvenuti nella sezione dedicata al
dibattito. In questo angolo potrete leggere e partecipare alla discussione
di temi caldi e pregnanti nella vita sociale, culturale e politica del
nostro paese!
L'inaugurazione della sezione
dibattiti avverrà con lo "scontro" intellettuale tra
Fewall e Fedor Karamazov
Due noti e,allo stesso
tempo, misteriosi intellettuali della Val di Magra che si affronteranno sul tema
"Impegno
Politico ed Indipendenza intellettuale"
Sottotitolo
Schierarsi politicamente vuol dire perdere o acquisire indipendenza
intellettuale?
Il metodo
sarà il seguente: Uno dei due dibattenti invierà alla redazione 5 domande sul
tema che verranno pubblicate. Dal giorno della pubblicazione, chi dei due ha
ricevuto le domande sarà tenuto a rispondere e a formulare a sua volta 5 domande
da fare al suo contraltare entro 5 giorni!
Chiunque
sia interessato a partecipare al dibattito può inviare
alla redazione una mail con le domande da porre ai due
dibattenti, indicando chi dei due dovrà rispondere,
cliccando sull'icona! La redazione si incaricherà di
pubblicare (anonimamente se ritenere opportuno) e di
comunicare la domanda all'interessato!
Partecipate!!!
Fedor Karamazov scrive testualmente:
Premessa: Questi quesiti sono per capire
meglio punti di vista diversi, ma anche i propri nel
caso fossero annebbiati; non sono contro chi si schiera
perché penso che schierarsi sia un gesto coraggioso, se
l'idea è quella di tentare di fare realmente qualcosa
invece che rimanere nella massa dei "critici ad
oltranza".
La domanda è se in questo sistema è ancora
possibile farlo "dal di dentro" e con queste modalità e
su questo sono perplesso.
A presto caro Fewall
Ecco
a voi le domande di Fedor e le risposte inviate da
Fewall. In fondo troverete le domande che Fewall ha
contro-posto a Fedor per ribattere al dibattito
lanciato! A poco le risposte di Fedor!
1 - La libertà intellettuale è prigioniera
o espressione di un partito politico?
Direi
di no, caro Fedor, anche se questa “Signora” è
letteralmente bandita dalle segreterie di certi
partiti-azienda, dove l’iscritto si muove e parla come
una perfetta macchina non pensante. Riflettendo un
momento si può intuire che certe dichiarazioni emesse da
taluni politicanti sembrano decisamente irreali o
quantomeno prodotte da un consolidato clichè: troppo
grosse le fandonie, nonchè lesive all’intelligenza del
cittadino le loro stanche litanie…. non possono essere
create da persone davvero libere.
A dire il vero va anche
rammentata la “scomodità” di certi intellettuali di sinistra negli anni
della prima repubblica, un fenomeno che ha coinvolto due tra i più grandi
nostri scrittori di sempre: Italo Calvino e Pier Paolo Pasolini,
militanti nell’allora P.C.I ed espulsi in seguito per le loro idee
“fuorvianti”. L’intellettuale, per sua natura, deve essere scandaloso e
scomodo, senza guardare in faccia nessuno: parole e musica proprio
del grande P.P.P. anche se è giusto a parer mio che segua una traccia
guida diciamo “istituzionale”.
Personalmente sono
contrario all’espulsione di individui che usano il pensiero liberamente ma
costoro devono anche essere disponibili all’ascolto e al rispetto degli
altri e non arroccarsi in certe posizioni inaccessibili ed
intellettualoidi alla Don Ferrante: se il grande teoreta si credesse di
incarnare la pura verità, si sbaglierebbe di grosso.
2 - Come si può essere convinzioni di avere
idee così coincidenti con quelle di una organizzazione
politica da arrivare a ritenersi pienamente
rappresentato da essa sui più disparati temi? Può
qualcuno avere il potere di parlare anche a nome tuo?
Il
partito per sua natura è un’associazione che riunisce
svariate persone accomunate da ideali di fondo
certamente simili anche se ovviamente ogni persona ha la
sua visione delle cose e il suo libero pensiero operante
su di essa. Dal momento che il simpatizzante si iscrive
ad una forza politica, entra a far parte a pieno titolo
di essa e quindi sottoscrive firmandola la sua adesione
ai suoi programmi: se la scelta è operata da una giusta
riflessione e non dettata da opportunismi vari, il
militante si deve sentire pienamente rappresentato dal
segretario del suo partito: nessuno l’ha obbligato a
farlo e nessuno gli impedisce di non rinnovare la
tessera per l’anno dopo.
A questo punto, quando
il mio segretario parla rappresenta anche la mia voce e tutte le persone
che hanno votato il mio partito: quindi la mia duplice risposta è sì.
3 - Cosa deve precedere la firma su una
tessera di un partito politico? Che livello di
conoscenza della storia, delle idee, dei programmi e
delle persone di quel partito si deve avere?
In
parte ti ho già risposto: un’acuta e importante
riflessione sulla scelta, un’analisi profonda della
corrispondenza delle idee politiche del partito alle
proprie e una grande passione per l’attività nel senso
più puro e giusto dell’agire per la comunità.
Non è importante essere
grandi studiosi e profondi conoscitori di storia ma conoscere a grandi
linee le figure cardine nel corso del tempo certamente può essere utile
per ben comprendere l’ideologia e la forza presente su cui certamente il
partito affonda le radici.
4 - Come commenteresti queste espressioni:
"libertà di coscienza" e "franco tiratore"
Sono
parole ricorrenti spesso sulla bocca dei politici
nostrani: la prima…la definirei pilatesca: è una sorta
di lavaggio di mani della dirigenza del partito riguardo
ad una decisione dolorosa ed impervia che scatena
l’indecisione e la non unitarietà d’intenti al suo
interno; di solito si lascia tale libertà riguardo a
leggi di taglio etico-morale-religioso, qualità che
difettano molto nella nostra classe dirigente.
Il “Franco tiratore” è
un simpatico personaggio che si annida tra i banchi dei parlamentari
votanti una legge che, al momento del fatidico atto pianistico, tradisce
la direttiva guida del proprio partito regalando il prezioso impulso
elettronico all’opposto schieramento: da annotare che questi strani figuri
godono nel non farsi sgamare anche perché sarebbero relegati al plotone
d’esecuzione del proprio capogruppo…agiscono solo quando le operazioni di
voto sono a scrutinio segreto e questo potere di decidere l’oscurità o la
trasparenza dell’atto spetta al presidente della Camera e a quello del
Senato. La mia definizione è….mercenario o burlone..a te la scelta!
5 - Come definisci chi non si schiera con
una tessera di un partito politico: anarchico, inerte,
codardo, insicuro, ignorante, disinteressato, libero...
Beh,
c’è chi non si iscrive per una scelta di tendenza
anarcoide, chi perché è totalmente disinteressato e
passivo chi perché così si ritiene libero ed
indipendente, chi perché sicuramente codardo, ignorante
ed insicuro…per risponderti al meglio (oltre a
rammentarti le parole di Dante contro gli ignavi che
vissero “sanza infamia e sanza lodo”, condannati a
seguire in eterno un insegna senza scritta punzecchiati
di continuo da enormi mosconi…”non ragionar di loro ma
guarda e passa”) potrei citare il sempre eterno
Francesco Guccini nella sua splendida “Addio”:
….
Io dico addio
A chi si nasconde con
protervia dietro a un dito
A chi non sceglie, non
prende parte, non si sbilancia
O sceglie a caso per i
tiramenti del momento
Curando però sempre di
riempirsi la pancia
E dico addio
Alle commedie tragiche
dei sepolcri imbiancati,
ai ceroni ed ai
parrucchini per signore,
alle lampade e tinture
degli eterni non invecchiati
al mondo fatto di
ruffiani e di puttane ad ore;
a chi si dichiara di
sinistra e democratico
però è amico di tutti
perché non si sa mai
e poi anche chi è di
destra ha i suoi pregi ed è simpatico
ed è anche
fondamentalista per evitare guai;
a questo orizzonte di
affaristi ed imbroglioni
fatto di nebbia, pieno
di sembrare
ricolmo di nani,
ballerine e canzoni,
di lotterie, l’unica
fede in cui sperare.
….
1 - Sei soddisfatto del sistema politico
italiano e ti senti pienamente rappresentato da esso?
(parlo non solo dei deputati, senatori e ministri ma
anche dei consiglieri regionali, provinciali e comunali
con annessi assessori e consiglieri)
2 -
Ritieni possibile una politica fatta dal cittadino non militante (non
iscritto ad un partito), cioè propositiva ed attiva e non esclusivamente
critica e distruttiva?
3 -
C’è chi crede che lo schierarsi sia un ostacolo alla propria vita
lavorativa e sociale: ma non dovrebbe essere un diritto sancito dalla
costituzione la libertà politica, intellettuale e religiosa? Perché ci
deve essere discriminazione a riguardo dei tesserati?
4 -
Ritieni giusto che gli immigrati che vivono in Italia debbono essere
rappresentati nel nostro parlamento o che abbiano un proprio partito
politico?
5 -
Elencami i cinque difetti più grandi del nostro sistema politico e i
cinque pregi più importanti anche in rapporto agli altri stati Europei ed
“Occidentali |